PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE PER LA PROCESSIONE DI SAN SEBASTIANO

 

Piano di emergenza ed Evacuazione per la Processione di San Sebastiano

Sommario

Introduzione. 2

Normativa di riferimento. 2

Premessa. 3

Presentazione storica della festa. 4

Descrizione degli eventi 6

Gestione emergenza. 7

Pianificazione della catena di comando – Responsabilità e compiti 8

Pianificazione dei livelli di emergenza. 9

Emergenze provocate da catastrofe naturale. 10

Emergenza provocata da catastrofi sociali 11

Estensione del luogo del raduno. 12

Percorso Storico della Processione e  Vie di Fuga. 13

Punto di accumulo 1 Piazza San Sebastiano  – analisi 19

Emergenza Sanitaria. 20

Allegati : 22

 

Introduzione

Normativa di riferimento

Il presente documento è stato stilato in conformità alla normativa vigente di seguito indicata:

  • Legge n. 225 del 24 febbraio 1992 “Istituzione del Servizio Nazionale della Protezione Civile”s.m.i.,
  • Linee Guida sull’organizzazione Sanitaria in caso di Catastrofi Sociali a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione Civile Servizio Emergenza Sanitaria, n. 52/1997.
  • Legge n. 100 del 12 luglio 2012, Disposizioni urgenti per il riordino della Protezione Civile.
  • Direttiva Gabrielli: “Safety e Security” del 07/06/2017;
  • Direttiva emanata dalla Prefettura di Agrigento avente ad oggetto: “misure per il governo e la gestione della pubbliche manifestazioni” del 12/06/2017;
  • Direttiva del Ministero degli Interni – Dipartimento Vigili del Fuoco avente ad oggetto: “manifestazioni pubbliche. Indicazioni di carattere tecnico in merito alle misure di safety” del 19/06/2017.

 

Premessa

La Direttiva Gabrielli: “Safety e Security” del 07/06/2017 evidenzia due aspetti tra loro integrati, di fondamentale importanza per individuare le migliori strategie operative di salvaguardia della sicurezza e incolumità pubblica, e cioè:

La safety che comprende le misure di sicurezza preventiva, attinenti a dispositivi e misure strutturali a salvaguardia dell’incolumità delle persone;

La security che comprende i servizi di ordine e sicurezza pubblica da attuare sul campo.

Per quanto riguarda la safety dovranno essere garantite le seguenti imprescindibili condizioni di sicurezza che in sintesi si riassumono:

  • Capienza delle aree di svolgimento dell’evento, per la valutazione del massimo affollamento sostenibile. Gli organizzatori dovranno garantire e monitorare gli accessi, anche con sistemi di rilevazione numerica progressiva ai varchi di ingresso;
  • Percorsi separati di accesso e deflusso;
  • Piani di emergenza con indicazione delle vie di fuga e allontanamento ordinato;
  • Suddivisione in settori, delle aree oggetto di criticità per eccessivo affollamento, con corridoi centrali e perimetrali;
  • Disponibilità di una squadra di operatori in grado di gestire e monitorare l’affluenza anche in caso di evacuazione, e prestare assistenza al pubblico;
  • Spazi riservati alla sosta e manovra dei mezzi di soccorso e dei servizi accessori;
  • Aree di primo intervento con assistenza sanitaria;
  • Eventuale impianto di diffusione sonora o visiva con preventivi e ripetuti avvisi indicanti al pubblico le vie di fuga e i comportamenti da attuare in caso di criticità;
  • Eventuali divieti di somministrazione e vendita di alcolici e/o superalcolici e altre bevande in bottiglie di vetro e lattina;

La direttiva richiama inoltre la necessità di svolgere sopralluoghi preventivi e mirati  dei luoghi interessati dalle manifestazioni, al fine di individuare le vulnerabilità, cioè i punti critici da salvaguardare eventualmente con misure aggiuntive e  verificare i dispositivi di safety.

Contestualmente alla strategia di safety dovrà essere pianificata quella di security, più direttamente rivolta agli aspetti di tutela dell’ordine pubblico, secondo i criteri di seguito sintetizzati;

Attività di prevenzione a carattere generale e di controllo del territorio:

  • Predisposizione di un efficace dispositivo di ordine pubblico accompagnato da una mirata attività informativa;
  • Puntuali sopralluoghi e verifiche interforze finalizzate al controllo delle attività connesse all’evento;
  • Servizi di vigilanza e osservazione a largo raggio, per rilevare e circoscrivere segnali di pericolo o minaccia, in particolare, nelle fasi di afflusso e di deflusso della popolazione ;
  • Frequenti e accurate ispezioni e bonifiche delle aree, effettuate da personale specializzato anche con l’ausilio di apparecchiature tecnologiche;
  • Individuazione di fasce di rispetto e pre-filtraggio;
  • Mantenere un alto e costante livello di attenzione di tutti quanti operano per assicurare i più alti livelli di

La stessa direttiva Gabrielli delinea le prescrizioni ed illustra la strategia con cui mettere in atto il nuovo modello organizzativo.

Presentazione storica della festa

 

Nella cittadina nebroidea, tra il ‘400 e il ‘600 la devozione al Santo degli appestati aveva assunto proporzioni molto popolari e, poco a poco, si giunge alla proclamazione spontanea di Sebastiano a patrono della Città, insieme a Santa Lucia, patrona ab immemorabili.

Il fatto, divenne ufficiale solo il 2 giugno 1775, quando la Chiesa Madre, ingrandita e arricchita di innumerevoli opere d’arte, venne dedicata al martire di Narbona, unitamente ai martiri Lucia e Maurizio, secondo la consuetudine di dedicare le grandi basiliche a tre santi. Non dimentichiamo, comunque, che sul patronato della città incombono documenti che riguardano S. Nicolò di Bari, S. Barnaba e, in ultimo, S. Gaetano, come “patroni” anch’essi. Il tempo, com’è naturale, ha fatto la sua selezione e oggi S. Sebastiano è il patrono indiscusso di Mistretta, anzi è come l’identità stessa del popolo amastratino.

La Processione del 20 gennaio

Il 20 gennaio, in piena sintonia di quanto riportato nel calendario martirologio romano, la Chiesa Cattolica commemora e festeggia ogni anno S. Sebastiano.

A Mistretta, anche per le condizioni climatiche non favorevoli, la festa del Santo Patrono è celebrata solo dai paesani in “tono minore” se così possiamo dire rispetto alla festa del mese di agosto. Essa, si limita soltanto alla processione, senza gli addobbi luminosi, i giochi pirotecnici e la raccolta dei “miracoli”. È ugualmente un giorno importante. La pesante vara di San Sebastiano, uscita dalla Sua chiesa, è portata a spalla da circa 70 portanti che indossano un tradizionale costume con camicia bianca, pantaloni di velluto nero, i “pirunetta” ossia i calzettoni di lana e un fazzoletto di color carminio al collo. Prima della processione recitano la preghiera al santo e dopo aver baciato la reliquia, si posizionano sotto la “grande vara”, e sotto la “varetta” per condurli lungo le vie della città secondo un percorso più corto, fermandosi nei posti dove, in passato, erano ubicati gli ospedali o nei luoghi di assistenza agli ammalati spesso soggetti alle epidemie.  In alcuni punti assegnati il Santo corre. I portanti, svolgono questo piacevole compito con fede ed entusiasmo tramandato secondo la tradizione, da padre in figlio. La Benedizione Eucaristica conclude la solenne processione indicando la scelta del popolo di Mistretta di fare di Cristo il centro della propria storia e del proprio futuro.

La Processione del 18 agosto

La festa del 18 agosto, “a festa ranni”, o “a festa ru vutu”, in quanto il giro del paese è più lungo, presenta non solo le caratteristiche di religiosità, ma soprattutto di folklore. I mistrettesi residenti altrove tornano al paese natio facendo coincidere la loro permanenza a Mistretta con la festa del Santo Patrono. Spettacolare è “la raccolta dei miracoli”. Lo stendardo di San Sebastiano, trattenuto da due giovani che stringono i nastri laterali, accompagnato in processione dal presidente del Comitato, dalla banda musicale e da alcuni ragazzi, nella mattinata si recano nelle abitazioni di quelle persone che, per avere ricevuto il dono della grazia richiesta, offrono gli ex-voto. Una volta il compenso al voto consisteva nell’elargizione di prodotti della natura, soprattutto di frumento dopo la sua raccolta, e dei grossi ceri prodotti a Mistretta. Oggi i prodotti in natura sono stati sostituiti da una certa somma in denaro. Le offerte ricevute dal Santo sono esposte nella vara e i ceri nella Varetta. Col suono della banda è accompagnata anche la Società fra i Militari in Congedo per ricordare che anche San Sebastiano era un militare. Il momento di attesa pomeridiano è impegnato dai giochi; fino a mezzo secolo fa era d’obbligo la ‘ntinna a palu, su cui occorreva salire per afferrare i premi in natura. Oggi permane la consuetudine di effettuare, davanti alla chiesa, il gioco “di ‘pignati“, che propone una singolare variante alle normali regole (normalmente si impegna il partecipante a rompere – da fermo, ad occhi bendati e con una lunga pertica – gli orcioli appesi ad un filo). Qui sono richieste notevoli doti di agilità e slancio, poiché occorre tentare di rompere le terrecotte per mezzo di un corto bastone, dopo aver compiuto una breve corsa e un ardito salto verso l’alto. I fortunati che riescono nell’intento hanno diritto a provole, conigli, polli e birra, o ricevono addosso una caduta d’acqua o tante monetine che occorre difendere dall’assalto dei bambini presenti.

La processione inizia dopo la celebrazione della Santa Messa. I portanti sono chiamati per recitare insieme la preghiera e per baciare l’urna del Santo. Quindi esce dalla chiesa prima la Varetta, poi la Vara di San Sebastiano e via al terzo squillo della campanella, suonato dal superiore che ne dirige le operazioni. La gente applaude. La processione si snoda per le vie del paese dove brusche salite e ripide discese mettono a dura prova la forza e la resistenza dei portanti che si muovono con un movimento ritmico a passo di marcia, la cosiddetta “annacata”.  “Corrono” tutti: i sacerdoti, le autorità civili e militari, le due bande, la folla dei mistrettesi, la gente dei paesi vicini richiamata dallo sfarzo e dalla grandiosità della festa. Nel tratto terminale, che va dal palazzo Salamone Vincenzo alla chiesa di San Sebastiano, la marcia “della bersagliera”, accompagna l’ultima corsa. È una grande emozione!  I portanti si lanciano a velocità sostenuta quindi girano seguendo la curva a gomito davanti alla chiesa. Sempre correndo, fanno il cambio di spalla. Rimanendo sotto la vara, si girano per tornare indietro. Per un attimo la vara resta sospesa in aria. Numerosi sono i fedeli che aspettano il passaggio delle due Vare fermi ai bordi delle strade, oppure affacciati ai balconi o stipati nei ballatoi. Con l’omelia, con la Benedizione Eucaristica, con l’esecuzione da parte della banda musicale del canto Tantum Ergo si chiude la festa religiosa.


Descrizione degli eventi

Venerdi 18 Agosto: Processione

Il 18 Agosto, il simulacro, è portato in processione seguendo il seguente percorso:

Percorso Storico della Processione (che viene effettuato il 18 Agosto).

Percorso anulare di 900 metri: la processione lo percorre in senso orario, attraversando il quartiere Casazza con la visita dei vecchi: ospedale, carcere e lazzaretti.

Primo tratto: si svolge per 360 metri dalla chiesa di San Sebastiano alla Chiesa dell’Annunziata.

Secondo tratto: si svolge per 230 metri dalla Chiesa dell’Annunziata a Porta Palermo.

Terzo tratto: si svolge per 100 metri da Porta Palermo a Piazza  San Vincenzo.

Quarto tratto:  si svolge per metri 210 da Piazza San Vincenzo a Piazza Vittorio Veneto.

Nuovo Percorso  della Processione (che viene effettuato il  20 Gennaio e il 18 Agosto).

Percorso anulare di 1390 metri: la processione lo percorre in senso anti orario, attraversando i nuovi quartieri di Mistretta .

Primo tratto: si svolge per 320 metri dalla chiesa di San Sebastiano alla Chiesa del Rosario.

Secondo tratto: si svolge per 370 metri dalla Chiesa del Rosario sino a Fontana Pia.

Terzo tratto: si svolge per 355 metri da Fontana Pia alla Chiesa di San Francesco.

Quarto tratto: si svolge per metri 230 dalla Chiesa di San Francesco sino al Palazzo Salamone Questo tratto viene percorso dalla Varetta, di corsa e a strada libera, e, all’altezza del Palazzo Fallaci, effettua il cambio di passo, momento che coinvolge il pubblico presente (che applaude ai portanti sino all’arrivo della fermata).

Quinto  tratto: si svolge per 110 metri dal Palazzo Salamone a Piazza San Sebastiano a strada libera.

 

Si stima che i partecipanti alla processione ed i devoti che assistono alla processione del 18 Agosto ammontino a circa  3.000/5.000 persone.


Gestione emergenza

 

Definizione d’emergenza e Scopo del Piano di Emergenza

A seguito di alcuni eventi infausti verificatesi in Italia, il Ministero degli Interni, per scongiurare il verificarsi di danni alla sicurezza dei cittadini, ha emanato apposita direttiva di “Safety e Security” a firma del Capo della Polizia Gabrielli, pertanto nel rispetto dei necessari adempimenti prescrittivi del presente Piano di Emergenza e Protezione Civile, la processione potrà subire lievi ritardi rispetto ai tempi tradizionali.

L’emergenza può essere definita come una qualsiasi condizione critica che si manifesta in conseguenza ad un evento non voluto, sia esso naturale o di altra natura, (ad esempio un terremoto, un incendio, un atto violento) che determina una situazione potenzialmente pericolosa per l’incolumità delle persone e dei beni pubblici e privati e che richiede interventi eccezionali ed urgenti per essere gestita e risolta.

Si può quindi confermare che le “emergenze” possono derivare anche da comportamenti umani quali gli errori, la negligenza, l’incuria, o come conseguenza di eventi naturali tipo terremoti, etc..

La gestione di un’emergenza consiste nell’attuare una serie d’azioni finalizzate a contenere danni a persone o cose ed a ripristinare le condizioni di normalità il più velocemente  possibile.

Quindi gestire l’emergenza significa, prima di tutto, gestire il momento tra il manifestarsi dell’emergenza stessa e l’arrivo dei soccorsi strutturati, al fine di salvaguardare, l’incolumità delle persone e i beni presenti nella zona interessata dall’evento, limitando al minimo le conseguenze negative determinate dall’evento.

La gestione dell’emergenza consiste anche nell’intraprendere una serie d’azioni di prevenzione atte a mitigare i fattori che potenzialmente potrebbero generare l’emergenza.

Lo scopo del presente piano è quello di:

  • Identificare gli scenari in cui si possono generare emergenze durante lo svolgimento della manifestatone e come intervenire;
  • Pianificare una serie d’interventi di prevenzione atti ad annullare o mitigare gli effetti non desiderati;
  • Organizzare una struttura che possa raccogliere le informazioni, e dare una risposta rapida in caso d’emergenza.

 

Pianificazione della catena di comando – Responsabilità e compiti

 

Il Sindaco è l’autorità comunale di Protezione Civile (L. 225/92 e D.L.vo 112/98), pertanto per la gestione dell’emergenza si avvale:

  1. Assume la direzione e il coordinamento dei mezzi di soccorso e di assistenza delle popolazioni colpite;
  2. Provvede a tutti gli interventi necessari;
  3. Informa la Regione, la Provincia e la Prefettura degli accadimenti;
  4. Chiede l’intervento di altre Forze Polizia e Strutture addette alla prevenzione dell’ordine

A supporto del Sindaco , il 18 Agosto, sono messi a disposizione, mediante l’istituto della pronta reperibilità:

  • I dipendenti della P.C. comunale;
  • La squadra comunale di manutenzione;

 

Al Sindaco  dovranno affluire tutte informazioni e le segnalazioni afferenti lo svolgimento della manifestazione, rilevate nel territorio da parte delle Forze dell’Ordine,  dal personale della Protezione Civile e da quanti sono responsabili del buon andamento della Festa.

Dall’analisi di queste informazioni si determina l’eventuale manifestarsi dell’emergenza  e della suo grado di gravità.

Pianificazione dei livelli di emergenza

 

LIVELLI  di Emergenza

L’emergenza può essere classificata in tre livelli crescenti

  • Livello 1 “Verde” – Emergenza di bassa gravità.

Emergenza che si risolve sul posto (piccolo malore, leggeri infortuni ecc. );

  • Livello 2 “Giallo” – Emergenza media gravità.

L’evento non si è verificato, ma determinate condizioni fanno prevedere che potenzialmente possa verificarsi, (es. eventi meteorologici supportati da bollettini delle P.C. Reg., Bolle di calore, eventi che dall’esterno possono riflettersi sulla manifestazione, etc. ).

A questo livello si opera con attività di monitoraggio, d’attenzione, di allerta; il comandante dei vigili urbani raccoglie tutte le informazioni, le valuta nella potenziale gravità e le sottopone al Sindaco che impartirà  i provvedimenti da intraprendere;

  • Livello 3 “Rosso”– Emergenza

L’evento si è verificato, le informazioni registrate fanno prevedere danni alla persone ed alle cose, occorrono soccorsi, si devono allertare i mezzi di soccorso sanitari e le strutture di supporto alla Protezione Civile Comunale.

Questo livello si suddivide in due sottolivelli:

  • Livello 3.a. – Emergenza localizzata

Interessa un punto del percorso e la causa che ha generato l’emergenza è da ricercare in  fattori propri all’evento, elementi che sono parte integrante della manifestazione (grave malore di più persone lungo il percorso, rottura della macchina da festa con danno alle persone, panico localizzato a ridosso della vara per rissa, per caduta di calcinacci, ecc. )

  • Livello 3.b. – Emergenza diffusa

Interessa un’area estesa del percorso e/o anche tutto il territorio comunale; la causa, che ha generato l’emergenza, è da ricercare in fattori anche esterni all’evento (es. catastrofe naturale).

Il Sindaco dichiara questo livello d’emergenza in relazione alle informazioni che gli vengono fornite  ed opera secondo la competenza attribuita.

Ipotesi di crisi ed emergenza

L’emergenza può essere classificata in base ai fattori che la generano in:

Emergenza provocata da catastrofe naturale ed emergenza provocata da catastrofi sociali.


Emergenze provocate da catastrofe naturale

 

Fenomeni connessi ad alterazioni ambientali, spontanee o provocate dall’uomo,  quasi  del tutto inattese e difficilmente prevedibili; il loro verificarsi, durante la manifestazione, può generare una ulteriore risonanza ed accrescere le probabilità di danni a cose e persone.

  • Condizioni meteorologiche

Le condizioni meteorologiche possono compromettere il regolare svolgimento della manifestazione.

Analizzando i bollettini meteorologici relativi ad un arco temporale significativo, emerge che, nel periodo di svolgimento della manifestazione, raramente si sono verificate manifestazioni temporalesche importanti.

Sono, invece, state registrate temperature elevate con picchi fino a 35,5°C e umidità con picchi del 79%.

Le condizioni meteorologiche potranno essere monitorate, nei giorni precedenti la manifestazione, consultando gli Avvisi del Dipartimento Regionale di Protezione Civile al fine di potere programmare in anticipo particolari azioni da attuare.

  • Evento Temporalesco

Il Sindaco provvederà ad analizzare l’avviso di rischio idrogeologico del Dipartimento Regionale  di Protezione Civile, per il giorno della manifestazione. In relazione alle previsioni meteo, con riferimento, ai livelli di rischio definiti dalla P.C. Regionale e gli eventuali rischi prevedibili, verrà valutata l’attendibilità del manifestarsi dell’evento e l’eventuale sospensione temporanea della manifestazione. La decisone è presa dal Sindaco acquisiti i pareri dei partecipanti al COC.

  • Ondata di calore

Il Sindaco provvederà ad analizzare l’avviso di allerta rischio incendi e ondate di calore del Dipartimento Regionale di Protezione Civile.

In relazione ai bollettini della Protezione Civile Regionale, in casi particolari, con un elevato e prolungato rischio, si procederà ad informare mediante i media ed altri mezzi disponibili la popolazione dell’emergenza incombente.

Il rischio di ondata di calore risulta particolarmente pericoloso per anziani e bambini, ma anche per quanti partecipano al trasporto della vara.

  • Emergenza terremoto

Il territorio di Mistretta si trova in zona sismica. L’ultimo terremoto “importante” registrato è quello del 1967. Molte abitazioni dell’area interessata allo svolgimento della manifestazione, ancora oggi non sono state oggetto di opere di consolidamento di tipo antisismico.

Nel caso si manifesti l’emergenza, il Sindaco attiva le procedure previste dalla normativa.


Emergenza provocata da catastrofi sociali

Situazioni legate alla vita sociale dell’uomo, sono eventi che si possono manifestare nei momenti di grande aggregazione umana e cioè nei grandi raduni di massa, siano essi politici, sportivi, musicali o religiosi.

La festa di San Sebastiano presenta fattori che caratterizzano le catastrofi sociali  per delle sue tipicità di coinvolgimento della popolazione: durante la manifestazione vi è un assembramento di persone, in zone identificabili lungo il percorso, per un determinato periodo di tempo.

Per queste manifestazioni è necessario la valutazione dello scenario analizzando:

  • numero delle persone presenti;
  • estensione del luogo ;
  • durata della manifestazione;

Lo scenario dell’evento è di tipo “dinamico” poiché il numero delle persone presenti lungo le strade oscilla in maniera consistente.

La quantità di persone presenti in maniera puntuale è difficilmente calcolabile, può essere stimata per ordine di grandezza come percentuale delle persone presenti alla manifestazione (3.000/5.000 unità), dando atto che l’intervallo d’oscillazione tra un minimo ed un  massimo è logicamente ampio.

Con il termine “persone presenti” si identificano indistintamente:

  • Lo spettatore puro, persona che si limita ad osservare l’evento, sia in prossimità della

vara sia in lontananza;

  • Il partecipante all’evento come attore (Portatore);
  • il partecipante alla processione;

Tra “le persone presenti” non si riesce a delineare una separazione netta, vi è piuttosto, seppure in piccola percentuale, una pura continuità fra spettatore e protagonista e viceversa in ogni momento della manifestazione.

Le due tipologie d’emergenza sopra citate, assumono aspetti importanti in relazione al  numero dei partecipanti e dei mezzi da mettere a disposizione durante la manifestazione e, per essere affrontate, vanno articolate su due direttrici:

  1. Pianificazione di azioni di prevenzione e informazione che assicurino una risposta rapida dei soccorsi;
  2. Risposta sanitaria immediata, utilizzando la metodologia e le tecniche proprie della medicina dei


Estensione del luogo del raduno

La manifestazione si svolge lungo le strade e le piazze del centro storico di Mistretta,

Nell’area interessata dall’evento l’accesso alle persone è libero senza la possibilità  di  controllo o regolamentazione; questo documento mira a definire comunque un perimetro all’interno del quale svolgere la processione in sicurezza.

Le strade interessate dalla processione religiosa hanno un’ampiezza della carreggiata  variabile dai 6,0 ml ai 3,2 ml circa e alcune parti il percorso sono a pendenza variabile con lunghi tratti pianeggenti.

Considerando la quantità di persone presenti lungo il percorso della processione non è possibile garantire un deflusso rapido in caso di pericolo, anche per la presenza di strozzature e strettoie, in alcuni punti del percorso il simulacro occupa quasi per intero la carreggiata. A mitigazione del problema si sono individuate lungo il percorso le aree a maggiore rischio disponendo l’interdizione delle stesse prima del passaggio della Vara.

Fattori di rischio che aggravano lo scenario in esame sono:

  • la non sempre netta divisone tra lo spettatore e operatori addetti alla movimentazione del simulacro;
  • la conduzione della vara rappresenta uno spettacolo autonomo, secondo disciplinare della festa .
  • I suoni di diversa provenienza che rendono le comunicazioni vocali del responsabile della vara non sempre distinguibili da parte dei portatori del simulacro;
  • La stanchezza e lo sforzo fisico, sia dei portatori del simulacro, che degli spettatori, a manifestazione inoltrata possono causare stati di ansia e/o irritabilità e provocare stati di

Criticità  aree di affollamento lungo il percorso – effetto Panico

In questo scenario, il panico, inteso come paura improvvisa che assale un numero elevato di persone che contemporaneamente si muovono per raggiungere una posizione più sicura, diventa un aspetto determinante in un momento d’emergenza.

Le cause del panico possono essere diverse, esso si può generare sia per effetti di catastrofi naturali, sia per effetto di catastrofi sociali, e possono interessare tutta la manifestazione o interessare solo qualche area limitata della manifestazione, il verificarsi del momento di panico va comunicato al Sindaco.

Le misure preventive per far fronte allo scenario dell’”effetto panico” e limitare le conseguenze sulle persone sono quelle di individuare delle vie d’esodo in prossimità delle  aree di maggiore assembramento, collegate ad aree libere.

Sono state identificate delle aree d’accumulo dinamico dove si prevede che il pubblico  sosti  per  assistere  alla  processione.  Per  ogni  area  sono  state  indicate  delle   vie d’esodo che devono essere chiuse al traffico e sgombre da ogni arredo urbano che possa  essere di pregiudizio per i pedoni (automezzi, arredi urbani, bancarelle di venditori  ambulanti, etc), le stesse verranno indicate con apposito manifesto indicativo posto all’inizio di ogni via.

Nelle aree d’accumulo è prevista la presenza delle Forze dell’Ordine ed in funzione della disponibilità di personale, anche della Protezione Civile, col compito di controllare e indirizzare i cittadini verso i luoghi sicuri.

Percorso Storico della Processione e  Vie di Fuga

Percorso anulare di 900 metri: la processione lo percorre in senso orario, attraversando il quartiere Casazza con la visita dei vecchi: ospedale, carcere e lazzaretti.

Primo tratto: si svolge per 360 metri dalla chiesa di San Sebastiano alla Chiesa dell’Annunziata.

Rischio secondo linee guida ministero interni <15 Basso
Vie di fuga Via Nazionale Non presidiata – presenza cartello
Corso Umberto Non presidiata – presenza cartello
Via Libertà Non presidiata – presenza cartello
Discesa Salamone Non presidiata – presenza cartello
Via Anna Salamone Non presidiata – presenza cartello

 

 

Secondo tratto: si svolge per 230 metri dalla Chiesa dell’Annunziata a Porta Palermo.

Rischio secondo linee guida ministero interni <15 basso
Vie di fuga Via Porta Palermo Non presidiata – presenza cartello
  Via S. Rosalia Non presidiata – presenza cartello
  Via Numea Non presidiata – presenza cartello
  Via S. Rosalia Non presidiata – presenza cartello

 

Terzo tratto: si svolge per 100 metri da Porta Palermo a Piazza  San Vincenzo.

Rischio secondo linee guida ministero interni >15 Medio
Vie di fuga Via Porta Palermo Non presidiata – presenza cartello
  Strada S.Cosimo Non presidiata – presenza cartello
  Via Tribunale Non presidiata – presenza cartello
  Via San Vincenzo presidiata – presenza cartello
  Via Petronilla presidiata – presenza cartello

 

 

Quarto tratto:  si svolge per metri 210 da Piazza San Vincenzo a Piazza Vittorio Veneto.

Rischio secondo linee guida ministero interni >15 Medio
Vie di fuga Via San Luca Non presidiata – presenza cartello
  Via S. Antonio Non presidiata – presenza cartello
  Piazza G. Puccini Non presidiata – presenza cartello
  Via Tommaso Aversa Non presidiata – presenza cartello
  Via Nicolini presidiata – presenza cartello
  Piazza Unità d’Italia presidiata – presenza cartello
  Via Liberta – Corso Umberto Non presidiata – presenza cartello

Nuovo Percorso  della Processione (che viene effettuato il  20 Gennaio e il 18 Agosto).

Percorso anulare di 1390 metri: la processione lo percorre in senso anti orario, attraversando i nuovi quartieri di Mistretta .

Primo tratto: si svolge per 320 metri dalla chiesa di San Sebastiano alla Chiesa del Rosario.

 Il 18 Agosto da piazza Vittorio Veneto alla chiesa del Rosario

 

Rischio secondo linee guida ministero interni >15 Medio
Vie di fuga Via Libertà – Corso Umberto Non presidiata – presenza cartello
  Via  Numea Non presidiata – presenza cartello
  Via Annunziata Non presidiata – presenza cartello
  Via S. Giuseppe Non presidiata – presenza cartello
  Via Orologio Non presidiata – presenza cartello
  Corso Umberto I presidiata – presenza cartello
  Via Santini – Via Mulinelli Non presidiata – presenza cartello

 

Secondo tratto: si svolge per 370 metri dalla Chiesa del Rosario sino a Fontana Pia. 

Rischio secondo linee guida ministero interni <15 basso
Vie di fuga Via Torino – Via Filippo Turati Non presidiata – presenza cartello
  Ospedale – via Pietra Pilata Non presidiata – presenza cartello
  Via Libertà Non presidiata – presenza cartello

 

 

Terzo tratto: si svolge per 355 metri da Fontana Pia alla Chiesa di San Francesco.

 

Rischio secondo linee guida ministero interni <15 basso
Vie di fuga Via Libertà Non presidiata – presenza cartello
  Via Manzoni Non presidiata – presenza cartello
  Via Torino Non presidiata – presenza cartello
  Via Cocchiara Non presidiata – presenza cartello
  Via S. Giovanni presidiata – presenza cartello
  Via Cavour Non presidiata – presenza cartello
  Via Venezia Non presidiata – presenza cartello

Quarto tratto: si svolge per metri 230 dalla Chiesa di San Francesco sino al Palazzo Salamone Questo tratto viene percorso dalla Varetta, di corsa e a strada libera, e, all’altezza del Palazzo Fallaci, effettua il cambio di passo, momento che coinvolge il pubblico presente (che applaude ai portanti sino all’arrivo della fermata).

Rischio secondo linee guida ministero interni <15 basso
Vie di fuga Via Scalinata Non presidiata – presenza cartello
  Via Siracusa Non presidiata – presenza cartello
  Via Sebastiano Rampulla Non presidiata – presenza cartello
  Via  D’amico Non presidiata – presenza cartello

 

 

 Quinto  tratto: si svolge per 110 metri dal Palazzo Salamone a Piazza San Sebastiano a strada libera.

Rischio secondo linee guida ministero interni <15 basso
Vie di fuga Via V. Salamone Non presidiata – presenza cartello
  Via Cairoli Non presidiata – presenza cartello
  Via Nazionale Non presidiata – presenza cartello
  Via Paolo Insinga  Non presidiata – presenza cartello
  Via Liberta Non presidiata – presenza cartello
  Via Primavera Non presidiata – presenza cartello
  Via Bevaio Non presidiata – presenza cartello
  Via Monte Non presidiata – presenza cartello

 

Punto di accumulo –  Piazza San Sebastiano  – analisi

 

 

Una particolare attenzione dovrà essere posta nella gestione della folla nel punto di Accumulo  (Piazza San Sebastiano), particolarmente nei momenti di uscita e di ingresso della Vara dalla Chiesa, si rileva che l’area in questione, in tempi diversi, è satura di cittadini così come anche alcuni tratti delle connesse  vie d’esodo identificate per l’area d’Accumulo 1.

Per garantire la sicurezza nelle aree a forte criticità è necessario che vi sia il massimo coordinamento delle Forze dell’Ordine, volontari  e di tutti i soggetti addetti alla sicurezza della manifestazione.

Le aree individuate a maggiore rischio sono Piazza S. Sebastiano , Largo Progresso , Piazza Unità d’Italia.

Le vie d’esodo sono segnalate in loco con idonea cartellonista, visibile almeno da 20ml. Il cartello standard indicativo delle vie d’esodo avrà una superficie rettangolare di circa 42×30 cm.


Emergenza Sanitaria

Organizzazione

Il Sindaco informerà il Presidio Ospedaliero SS. Salvatore  di Mistretta  per la messa a disposizione dei posti letto per l’eventuale ospedalizzazione degli infortunati che si potrebbero avere durante la giornata della manifestazione.

Nel giorno della manifestazione si renderà operativa una  squadra sanitaria con ambulanza .

Le linee guida indicano che durante le manifestazioni pubbliche il rapporto tra la squadra sanitaria e gli spettatori deve rispettare il seguenti parametri:

  • fino a 5.000 spettatori – 1 squadra sanitaria;
  • da 5.000 a 10.000 – 2 squadre sanitarie;
  • da 10.000 a 20.000 – 3 squadre

In particolare, sulla stima delle persone presenti nei vari momenti della manifestazione, tenuto conto dell’estensione del territorio in cui si svolge l’evento e delle difficoltà di movimento all’interno dello stesso, saranno operativi i seguenti Presidi sanitari:

  1. Una Squadra con ambulanza allocata in piazza Vittorio Veneto.
  2. Una Squadra appiedata con borsone di emergenza segue la processione presidiando le aree più a rischio.

Le squadre presteranno servizio dalle ore 18,00 sino al termine della manifestazione;

Soggetti più a rischio.

I soggetti maggiormente a rischio in caso di emergenza sono: bambini, anziani e persone a ridotta capacità motoria. La prevenzione in tali casi è fondamentale, pertanto è necessario che i soggetti a rischio mantengano durante la processione un comportamento idoneo, in particolare dovranno:

  • Mantenersi a distanza dal simulacro in processione, specialmente negli spazi ridotti e dove l’affollamento tende ad aumentare quando il simulacro si muove;
  • Non avvicinarsi al simulacro con passeggini o carrozzine durante la

Prescrizioni sulla viabilità

Con apposita ordinanza n. 129 dell’ 11/08/2017 sono state emanate le prescrizione sulla viabilità.

Chiusura al traffico del centro storico

Come riportato nell’ordinanza allegata  verrà disposta la chiusura del traffico nell’area interessata dalla processione.

Le strade dovranno essere liberate da qualsiasi arredo urbano.

Il periodo di chiusura e riapertura al traffico è stato deciso nell’ordinanza sopracitata.

Le limitazioni di cui sopra hanno lo scopo di creare un’area di sicurezza a ridosso delle strade interessate dalla festa, che consentano sia il deflusso delle persone presenti sia l’accesso dei mezzi di soccorso.

Occupazione  suolo pubblico di esercizi commerciali

Gli eventuali posizionamenti di aree di ristoro lungo il percorso della processione non dovranno costituire ostacolo verso le vie d’esodo, al passaggio dei mezzi di soccorso e alla fruizione della manifestazione da parte della popolazione, pertanto tutti gli arredi (tavoli, sedie, ombrelloni, fioriere e quant’altro possa costituire ostacolo) dovranno essere rimossi al passaggio della processione.

Prevenzione rischi cadute dall’alto

  • I responsabili dei cantiere eventualmente presenti sia lungo il percorso della processione sia lungo le vie d’esodo, dovranno garantire l’inaccessibilità al cantiere nella giornata della manifestazione.
  • Verrà accertata l’assenza di pericoli incombenti relativi a caduta dall’alto di calcinacci, fioriere e quant’altro possa arrecare

Gestione del portanti

La gestione dei portanti  (n. 100circa), è demandata ai superiori della  vara e della varetta  e all’organizzazione della processione religiosa. I soggetti coinvolti dovranno attivarsi per evitare ogni situazioni di conflittualità fra i portanti.

Per la realizzazione del piano l’Associazione Amastra Fidelis garantirà con apposite convenzioni con le associazioni di volontariato :

  1. Assistenza Sanitaria tramite la CRI
  2. Assistenza a presidiare le vie di evacuazione tramite le associazioni di volontariato guardie Zoofile e Volontari dell’Organizzazione Europea di prevenzione e protezione civile

 


Allegati :

 

Ordinanza  n.129 dell’11/08/2017

Relazione-Piano-di-Sicurezza-Processione-San-Sebastianofin