GIOVEDI SANTO – ALTARI DELLA REPOSIZIONE

Giovedì, Gli altari della Reposizione,

Conosciuti come i sepolcri, “i sabburchi, i lauredda”, nella tradizione cattolica del rito della settimana santa a Mistretta, sono gli altari che vengono addobbati nelle parrocchie il giovedì che precede la Pasqua. Si chiamano sepolcri perché rievocano i sepolcri in cui è custodito il SS. Sacramento per la comunione dopo la Messa del giovedì e per l’azione liturgica del venerdì santo. In essi è offerto a Cristo, che dovrà risorgere, il frumento.

La tradizione dei “sabburchi” a Mistretta si articola facendo germogliare in una ciotola le cariossidi di frumento, benedetti durante la funzione delle ceneri,  sparse in una coltura idroponica e nascosta in un luogo buio e umido. Il germoglio di frumento, non potendo compiere la fotosintesi clorofilliana, assume la colorazione bionda, anziché verde, e cresce in lunghezza. Quindi i germogli, fitti, uniformi, sono legati da un nastro rosso e adornati con fiori di camelie e di rose. Gli altari della deposizione sono la continuazione, sotto un altro nome, del culto dei giardini di Adone, la giovane divinità che,  nell’antica Grecia, incarnava la morte e la resurrezione. Come le piante, egli moriva d’inverno e rinasceva in primavera a significare il ritorno della stagione agricola. Adone era il bellissimo giovane nato dall’amore di Ciniro e di Mirra e ardentemente amato da Astarte.

Secondo il mito fenicio, poiché Adone era stato ucciso da un cinghiale durante una battuta di caccia, Astarte piangeva sconsolatamente la perdita dell’amato. Ogni anno le donne di Byblos esponevano il simulacro del corpo del dio sopra un letto di fiori detto “il giardino di Adone”, vi si disponevano intorno e auspicavano la sua resurrezione. In ogni giardino di Adone c’è la fede e la pietà cristiana.  La liturgia cristiana propone ai fedeli la visita ai sepolcri la sera del giovedì e la mattina del venerdì santo. Durante il pellegrinaggio bisogna mantenere un comportamento afflitto, recitare i misteri dolorosi del Santo Rosario, sostare in preghiera davanti al sepolcro.