IL CULTO

Il Culto

Nel fervido clima culturale della Controriforma, le esigenze di persuasione e di propaganda della fede a livello popolare favoriscono una straordinaria disponibilità di “reliquie” a seguito delle indagini e delle riscoperte di “corpi santi” nelle catacombe romane promosse in questi anni, col loro traffico, la loro circolazione e distribuzione da Roma ed un maggiore sviluppo della statuaria lignea, che ben si presta a coniugare l’elemento della verosimiglianza, della naturalezza e “verità” con le forme multiple, complesse, teatrali, processionali richieste dalla rappresentazione liturgica. Così che, nei decreti tridentini, nei sinodi meridionali e anche nella trattatistica, il tema delle reliquie, del loro uso, valore, controllo, certezza d’origine, è sempre connesso con quello appunto delle immagini, queste ultime necessarie a richiamare alla mente dei fedeli con veridica rappresentazione le storie e i miracoli dei principali “mediatori” fra l’umano e il divino, e le reliquie atte dal canto loro a comprovarne fisicamente la realtà “istorica” di quegli stessi mediatori e a convogliare verso le loro persone il culto e la venerazione dei fedeli stessi, promulgando altresì nel tempo l’azione miracolosa del santo invocato. È, comunque, evidente che dietro ogni santo c’è un’intera comunità che lo elegge tale e ne rivendica la canonizzazione.

Il culto di San Sebastiano (festeggiato il 20 gennaio) è diffuso in tutto il territorio italiano con diverse articolazioni. In Liguria, ad esempio, era il protettore contro le invasioni straniere. Nell’area dell’Italia Meridionale, San Sebastiano viene collegato – anche per la contiguità cronologica – ai culti di altri Santi, come Santa Lucia (13 dicembre) e Sant’Antonio Abate (17 gennaio): questi tre appuntamenti costituiscono una triade del culto della Luce.          
In Sicilia, invece, prevaleva, nei secoli scorsi, la tendenza ad invocare Sebastiano come protettore contro la peste, diffusasi fin dal 1575, anno in cui essa infuriò colpendo molte città. Nell’isola, in realtà, la devozione verso San Sebastiano era diffusa sin dal 1414, come attesta un documento custodito negli archivi della Basilica, nel paese di Melilli a Siracusa; ma il Santo trafitto è venerato in molti altri luoghi siciliani: Acireale, Avola, Barcellona P.G., Caltavuturo, Canicattini Bagni, Cassaro, Cerami, Ciminna, Ferla, Francofone, Gaggi, Giarre, Graniti, Maniace di Bronte, Melilli, Mistretta, Motta d’Affermo, Pachino, Palazzolo Acreide, Sambuca di Sicilia, Santa Venerina, Siracusa, Tortorici, Troina, nei quali è attestato un culto, a volte perdurante da parecchi secoli.

Note bibliografiche

  1. CASCIARO, A. CASSIANO (a cura di), Sculture di età barocca tra Terra d’Otranto, Napoli e Spagna.

A cura di Santina Rondine