L’intervento di restauro della statua di San Sebastiano, realizzata nel 1908 da Noè Marullo

 

Questo risultato  è stato ottenuto seguendo la metodologia operativa del restauro conservativo, che si basa su principi ben precisi: la reversibilità e la distinguibilità dell’intervento, oltre al rispetto delle superfici originali. Preceduto da una dettagliata documentazione fotografica, necessaria a documentare lo stato di conservazione della statua realizzata anche durante e dopo il restauro, l’intervento si è sviluppato secondo le seguenti fasi:

  • Applicazione di prodotto antitarlo, necessaria data la presenza di fori di sfarfallamento causati da insetti xilofagi (tarli) e localizzati soprattutto nelle mani.

  • Preconsolidamento delle disconnessioni e dei sollevamenti della pellicola pittorica e dovute alla particolare tecnica esecutiva del manufatto, formato da più tavole di legno incollate fra loro e scolpite successivamente.

  • Pulitura della superficie pittorica realizzata dopo aver verificato tramite test quale fosse la metodologia ed i prodotti più idonei da utilizzate. L’operazione ha permesso di rimuovere facilmente il deposito coerente annerito e le macchie di vernice ingiallita che ricoprivano la statua nella sua interezza. Diversa la situazione del volto, che invece presentava due strati di ridipinture al di sopra della superficie pittorica originale. Particolare lo stato conservativo degli elementi dell’armatura che si trovano ai piedi del Santo. Al di sotto dello spesso strato di vernice argentata, certamente non originale, è stato possibile ritrovare solo delle tracce della finitura voluta dall’autore. Si è quindi deciso, seguendo le direttive della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Messina, di riproporre  cromaticamente quella che doveva essere la superficie originale.

  • Stuccature delle lacune della superficie pittorica, realizzate con prodotto  idoneo e compatibile e poi reintegrate cromaticamente con colori ad acquerello e la tecnica del tratteggio”.

Un intervento durato due mesi che ha permesso di riportare alla luce la reale cromia voluta dall’autore 110 anni fa, con risultati dai punti di vista tecnico e stilistico, a detta degli esperti, “perfetti”.