Processione 18 Agosto

La Processione del 18 agosto

La festa del 18 agosto, “a festa ranni”, o “a festa ru vutu”, in quanto il giro del paese è più lungo, presenta non solo le caratteristiche di religiosità, ma soprattutto di folklore. I mistrettesi residenti altrove tornano al paese natio facendo coincidere la loro permanenza a Mistretta con la festa del Santo Patrono. Spettacolare è “la raccolta dei miracoli”. Lo stendardo di San Sebastiano, trattenuto da due giovani che stringono i nastri laterali, accompagnato in processione dal presidente del Comitato, dalla banda musicale e da alcuni ragazzi, nella mattinata si recano nelle abitazioni di quelle persone che, per avere ricevuto il dono della grazia richiesta, offrono gli ex-voto. Una volta il compenso al voto consisteva nell’elargizione di prodotti della natura, soprattutto di frumento dopo la sua raccolta, e dei grossi ceri prodotti a Mistretta. Oggi i prodotti in natura sono stati sostituiti da una certa somma in denaro. Le offerte ricevute dal Santo sono esposte nella vara e i ceri nella Varetta. Col suono della banda è accompagnata anche la Società fra i Militari in Congedo per ricordare che anche San Sebastiano era un militare. Il momento di attesa pomeridiano è impegnato dai giochi; fino a mezzo secolo fa era d’obbligo la ‘ntinna a palu, su cui occorreva salire per afferrare i premi in natura. Oggi permane la consuetudine di effettuare, davanti alla chiesa, il gioco “di ‘pignati“, che propone una singolare variante alle normali regole (normalmente si impegna il partecipante a rompere – da fermo, ad occhi bendati e con una lunga pertica – gli orcioli appesi ad un filo). Qui sono richieste notevoli doti di agilità e slancio, poiché occorre tentare di rompere le terrecotte per mezzo di un corto bastone, dopo aver compiuto una breve corsa e un ardito salto verso l’alto. I fortunati che riescono nell’intento hanno diritto a provole, conigli, polli e birra, o ricevono addosso una caduta d’acqua o tante monetine che occorre difendere dall’assalto dei bambini presenti.

La processione inizia dopo la celebrazione della Santa Messa. I portanti sono chiamati per recitare insieme la preghiera e per baciare l’urna del Santo. Quindi esce dalla chiesa prima la Varetta, poi la Vara di San Sebastiano e via al terzo squillo della campanella, suonato dal superiore che ne dirige le operazioni. La gente applaude. La processione si snoda per le vie del paese dove brusche salite e ripide discese mettono a dura prova la forza e la resistenza dei portanti che si muovono con un movimento ritmico a passo di marcia, la cosiddetta “annacata”.  “Corrono” tutti: i sacerdoti, le autorità civili e militari, le due bande, la folla dei mistrettesi, la gente dei paesi vicini richiamata dallo sfarzo e dalla grandiosità della festa. Nel tratto terminale, che va dal palazzo Salamone Vincenzo alla chiesa di San Sebastiano, la marcia “della bersagliera”, accompagna l’ultima corsa. È una grande emozione!  I portanti si lanciano a velocità sostenuta quindi girano seguendo la curva a gomito davanti alla chiesa. Sempre correndo, fanno il cambio di spalla. Rimanendo sotto la vara, si girano per tornare indietro. Per un attimo la vara resta sospesa in aria. Numerosi sono i fedeli che aspettano il passaggio delle due Vare fermi ai bordi delle strade, oppure affacciati ai balconi o stipati nei ballatoi. Con l’omelia, con la Benedizione Eucaristica, con l’esecuzione da parte della banda musicale del canto Tantum Ergo si chiude la festa religiosa.

Note bibliografiche

  1. SEMINARA, La festa di S. Sebastiano a Mistretta, in altervista blog (sito internet).
  2. LO CASTRO, S. Sebastiano a Mistretta, in Sito Ufficiale.

A cura di Santina Rondine