Sponsorizzazioni

Normativa Sponsorizzazioni

Il contratto di sponsorizzazione è un accordo con cui un soggetto assume, normalmente attraverso un corrispettivo, l’obbligo di associare alle proprie attività il nome di un altro soggetto, accrescendone la notorietà. 

È un negozio giuridico atipico introdotto dalla prassi commerciale e, come tale, non inquadrabile a priori in nessuna delle fattispecie espressamente regolate dal Codice Civile, né tantomeno in altre fonti giuridiche dell’ordinamento vigente. 

Le sponsorizzazioni sono disciplinate dalla legge 449/97, art. 43: “ al fine di favorire l’innovazione dell’ organizzazione amministrativa e di realizzare maggiori economie, nonché una migliore qualità dei servizi prestati, le pubbliche amministrazioni possono stipulare contratti di sponsorizzazione ed accordi di collaborazione con soggetti privati ed associazioni, senza fini di lucro, costituiti con atto notarile.

Le iniziative di cui al comma 1 devono essere dirette al perseguimento di interessi pubblici, devono escludere forme di conflitto d’ interesse tra l’attività pubblica e quella privata e devono comportare risparmi di spesa rispetto agli stanziamenti disposti”.

Successivamente l’art. 119 del d.lgs. n. 267/00 ha stabilito per gli enti locali, la possibilità di stipulare tali contratti e accordi al fine di “favorire una migliore qualità dei servizi prestati”.

Tutti i titolari di partita iva possono effettuare sponsorizzazioni nei confronti di enti ed associazioni e dedurre il costo sostenuto.

Le spese di sponsorizzazione, sono da considerarsi ricomprese tra le spese di pubblicità, pur essendo spesso rivolte ad incrementare l’immagine e il prestigio di un brand o di un produttore, più che a enfatizzare un preciso prodotto venduto.

In quanto equiparate alle spese di pubblicità, saranno deducibili, a scelta dell’imprenditore, nell’esercizio di sostenimento o in cinque quote costanti nell’esercizio di sostenimento e nei quattro successivi (art. 108, comma 2 del T.U.I.R.).

Le spese di rappresentanza sono interamente deducibili, pur con i limiti di cui al D.M. 19 novembre 2008 (percentuale massima in base al fatturato, ecc.) e con i criteri di cui alla Circ. n. 34 del 13 luglio 2009.

L’art. 1, comma 1 del D.M. 19 novembre 2008, precisa la Circ. n. 34/2009, richiede che «… il sostenimento delle spese di rappresentanza risponda, in ogni caso, a criteri di ragionevolezza in funzione dell’obiettivo di generare, anche solo potenzialmente, benefici economici per l’impresa ovvero sia coerente con pratiche commerciali di settore … una spesa di rappresentanza deve, quindi, risultare ragionevole, in quanto idonea a generare ricavi ed adeguata rispetto all’obiettivo atteso in termini di ritorno economico, oppure, in alternativa, deve essere coerente con le pratiche commerciali di settore… in caso di assenza di pratiche commerciali di settore ovvero di incoerenza della spesa con le stesse, ai fini della deducibilità della spesa di rappresentanza è necessario dimostrarne la ragionevolezza, valutando l’idoneità della stessa a generare ricavi …».

L’Associazione Amastrafidelis seguendo i criteri di trasparenza ed applicando le vigenti normative ha deliberato il regolamento allegato 

REGOLAMENTO SPONSORIZZAZIONI

delibera 3/2017 del 28 maggio 2017